Cento anni fa, il 27 marzo 1921, nasceva a Carpi don Giuseppe Tassi. La nostra Parrocchia, che lo ha avuto per molti anni come guida, vuole ricordarlo con semplicità e affetto attraverso le testimonianze spontanee di coloro che – per brevi istanti come per lunghi tratti – con lui hanno camminato sui sentieri della vita. L’incontro con don Giuseppe e la condivisione di momenti forti della propria vita personale, familiare come quelli della nostra comunità, rappresentano ancora, pur allontanandosi nel tempo, un’esperienza viva e scintillante.

Per non disperdere il dono di questa relazione pensiamo sia bello raccogliere in questa pagina a lui dedicata, come intorno a un fuoco o ad una tavola di amici, ricordi, riflessioni, immagini, aneddoti. Senza nostalgie, piuttosto con gratitudine. A lui per essersi donato a noi senza riserve come sacerdote e a Dio per avercelo donato.

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Anche se non ho mai frequentato in modo costante e continuativo il mondo cattolico, non mi è più capitato di incontrare un sacerdote con un’intelligenza dell’anima così spiccata, un uomo di chiesa capace di mettersi in ascolto, di comprendere e di sostenerti senza mai giudicare.

Grazie ancora Don, ovunque tu sia.

Raffaella

Un caro amico di famiglia

Ho conosciuto don Giuseppe all’età di sedici anni.

Lo ricordo quando celebrava la Messa austero, in atteggiamento di preghiera a mani giunte, ascetico, in comunione profonda con Dio…

Quando poi l’ho conosciuto meglio, si è rivelato diverso: diventava amico delle persone che via via incontrava, entrava nelle loro case, partecipava alle loro gioie e ai loro dolori.

Da quel momento ha accompagnato me e il mio futuro marito al matrimonio ed è sempre stato presente nei momenti importanti della nostra vita familiare.

Quando ci trovavamo con gli amici per qualche ricorrenza, lui c’era, anche per i 20 e i 25 anni di matrimonio era con noi. Si rallegrava e con noi ringraziava il Signore, ci ricordava che la vita matrimoniale è vita eucaristica: un continuo donarsi reciproco. Ci esortava a non guardare al passato “non dobbiamo fermarci, dobbiamo guardare all’avvenire e SENTIRE e CREDERE, ESSERE CERTI che Cristo cammina al nostro fianco”, ” in cammino verso i 50 anni, alle nozze d’oro…”

Siamo stati onorati della sua amicizia fino agli ultimi giorni della sua vita, spesso era lui che ringraziava noi per “l’affetto di cui gli facevamo dono”.

È proprio vero che “la famiglia era il suo luogo congeniale”.

Grazie don Giuseppe

Paola con Nanni

Le nostre gite al Santuario di Pietralba

Caro Don Giuseppe, tu eri proprio uno di noi. Ricordo le bellissime messe celebrate sulla terrazza dell’albergo e le coinvolgenti omelie dove ognuno di noi poteva intervenire. E le risate che facevamo a pranzo dove non riuscivamo a cantare (per questo Pan – per questo vin) poi Tu lasciavi perdere scuotendo il capo. Alla fine poi la Renata ci deliziava col canto (non ho l’età) che ridere!!! Buon compleanno Don sarai sempre con noi pregheremo per te.

Gabriella (Gianni)

Grazie per essermi stata vicina nel momento più buio della mia vita. Sarai sempre nel mio cuore ❤️

Emanuela

I nostri incontri conviviali e le nostre gite “religiose”

Ogni volta che pensiamo a Don Giuseppe ci viene il “magone”.

Ricordiamo i suoi insegnamenti,le sue riflessioni e spiegazioni quando ci faceva leggere dei brani del S.Vangelo. Con poche e pacate parole riusciva a farti capire la grandezza dell’amore di Cristo verso di noi. Ti toccava il cuore e ti apriva la mente.

Poi c’era sempre la parte conviviale. Durante le gite al Santuario della Madonna di Pietralba, a cui teneva molto, al Santuario della Verna, a Camaldoli, a Loppiano alla sede del Movimento dei “Focolarini” a cui si sentiva legato. L’ultimo è un ricordo personale, ma vissuto sempre insieme al nostro “gruppo”. Quando, su mia richiesta, è venuto a benedire la parte nuova del maglificio che, insieme ai miei soci, avevamo appena finito di costruire. Poi, tutti insieme, ci siamo seduti a tavola per una bella cena a rinforzare la nostra amicizia.

Giorgio e Maria Roventini

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