Carissime e carissimi,

alcuni avvisi per tutti. Spero che riusciate a inoltrarli a tutti i vostri contatti. Ve lo chiedo espressamente. E vi ringrazio fin da ora.

Ancora Messe senza fedeli?

Domenica sera, con don Emiddio, ho ascoltato in diretta le disposizioni del premier Conte per la ‘fase due’. Anche io ero uno di quelli che si aspettavano, tra le aperture annunciate, anche la possibilità per i fedeli di partecipare alle Messe, sempre con le dovute precauzioni. La delusione è stata grande. I vescovi italiani hanno subito fatto uscire una nota alla quale il governo ha risposto promettendo di continuare il dialogo e il confronto. Aspettiamo fiduciosi.

Ma volevo confidarvi una mia riflessione.

Durante il giorno avevamo letto il vangelo dei discepoli di Emmaus e la loro frase: ‘Noi speravamo…’. Erano discepoli amareggiati e scoraggiati, ma il Signore già camminava con loro. E presto l’avrebbero riconosciuto e sarebbero stati aiutati a leggere in modo diverso le cose appena accadute.

Mi sembra di capire che tutto dipenda dal nostro rapporto con Gesù.

Certo, tutti desideriamo tornare a Messa, poter fare la comunione… e presto o tardi sarà così! E speriamo sia presto! Ma nel frattempo non possiamo perdere tempo nel lamentarci. Ci è stato ‘donato’ un tempo – questi mesi di epidemia – per ascoltare il Signore, per entrare ancora di più in intimità con lui. Mette i brividi la risposta di Gesù ai due discepoli di Emmaus: ‘…non bisognava che il Cristo patisse queste cose…’

‘Bisognava…’
C’era ‘bisogno’ che accadessero quelle cose? Che Gesù morisse in croce?

C’è bisogno di questa situazione che stiamo vivendo? Delle ferite della Chiesa? Dei dolori del mondo?

Quando Gesù parla di ‘bisogno’ non indica un incidente, un’occasionalità, un imprevisto, ma uno stile, uno stato di vita, un mistero, certo… ma ineliminabile.

Stare dentro a questo mistero è la sfida che ci viene rivolta.
Ci stiamo preoccupando tanto delle cose materiali – la salute, il lavoro… – certo!

Ci stiamo preoccupando tanto della pastorale – come recuperare i sacramenti che non abbiamo potuto celebrare… – certo!

Ma la vera sfida è quella che ci ricordava il vangelo di lunedì scorso: ‘Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato’.

Chiedo per me e per voi la grazia di continuare a credere in lui. Di fidarmi di lui. Di penetrare il mistero. Di riuscire a sentire ancora di più il suo amore. Di riuscire a far sentire il mio amore a qualcuno…

Io resto a casa, metto la mascherina… ma non smetto di sperare, di credere, di amare. Mi sembra che sia questo quello che ci chiede il Signore.

La ri-partenza richiede ri-pazienza.

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Domenica 3 maggio, IV domenica di Pasqua, ricorre, come ogni anno la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. È una giornata ‘mondiale’, quindi ci pone in comunione con tutta la chiesa cattolica, in tutto il mondo.

Anche noi facciamo la nostra parte e per questo, in questa settimana, abbiamo invitato a pregare ogni giorno per una delle vocazioni di speciale consacrazione al Signore. Lunedì per i diaconi permanenti, ieri per i missionari, oggi per le religiose, domani per i sacerdoti, venerdì per i laici consacrati, sabato per i seminaristi. In ognuno di questi giorni potete trovare sul sito della parrocchia (parrocchiamirandola.it) un video in cui un diacono, un missionario… raccontano la loro vocazione e come la stanno vivendo.

Mese di maggio

Probabilmente non saranno possibili le aggregazioni per la recita del Rosario. Dobbiamo essere prudenti… ma non rinunciare al Rosario, soprattutto nel mese di Maggio!

Noi sacerdoti e diaconi della parrocchia proponiamo:

  • innanzitutto la recita del Rosario in famiglia, anche solo una decina, se non si può fare diversamente.
  • Invitiamo a creare una piccola edicola mariana davanti alla propria casa (una immagine affissa alla porta, al cancello, o un quadretto, con una scritta, un fiore, un lumino acceso alla sera alle 21…) come richiamo alla preghiera a Maria in questo mese.
  • Invitiamo a fare una foto alla propria ‘edicola’ e inviarla alla mail della parrocchia (parrocchia.mirandola@gmail.com). Le foto saranno pubblicate sul sito della parrocchia.
  • Sullo stesso sito potrete trovare di giorno in giorno delle preghiere a Maria e dei canti mariani che potete usare nella preghiera da fare in casa. A questo proposito invitiamo chi conosce preghiere belle e, magari, poco conosciute a inviarle alla mail della parrocchia. Ogni giorno ne verrà pubblicata una.

Ogni giovedì di maggio, alle 19,30, sarà trasmesso in diretta il Santo Rosario da uno dei luoghi mariani della nostra città:

  • giovedì 7: dalla Madonna dei Bisonti, in via Posta;
  • giovedì 14: dalla chiesa della Madonnina, in piazza Costituente;
  • giovedì 21: dalla edicola della Madonna nel parcheggio dell’Ospedale;
  • giovedì 28: dall’altare della Madonna di Pompei in Duomo.

Festa di San Possidonio

Sabato 16 ricorre la solennità di San Possidonio, nostro patrono. La S. Messa sarà trasmessa in diretta TV alle ore 17 e sarà presieduta dal vicario generale mons. Gildo Manicardi. Alla mattina (luogo e orario sono ancora da definire) la diocesi vorrebbe proporre anche a Mirandola, come è già stato fatto a Carpi, una preghiera ecumenica e interreligiosa per la pace e per tutte le vittime del coronavirus.

Solennità di Pentecoste

Domenica 31 maggio, solennità di Pentecoste, la S. Messa delle ore 10,30 in Duomo sarà trasmessa in diretta TV e sarà presieduta del vescovo don Erio.

Compleanno di don Luciano

Venerdì 1° maggio, don Luciano Ferrari compie 90 anni. Siamo riconoscenti per la sua presenza e il suo servizio nella nostra parrocchia. Non potendo fargli festa in altro modo invito quelli che lo desiderano a fargli una telefonata di auguri: cell. 3489063997. Io gli porterò una pianta fiorita, a nome di tutta la parrocchia, per la cappellina in cui celebra la Messa ogni giorno nella sua casa. Di nuovo, un caro saluto a ciascuno di voi. Restiamo nella fiducia e nella speranza. Continuiamo a chiedere al Signore di perseverare nella fede. Non smettiamo di usare carità a chi ne ha bisogno, don Fabio.