Ci ha lasciato papà, Vittorino David all’età di 85 anni.
Cresciuto a Caorle (VE) bellissimo borgo lagunare dell’alto Adriatico, Vittorino vi trascorse gli anni della ricostruzione, vivendo la trasformazione del piccolo villaggio di pescatori nell’attuale centro turistico e balneare. Dopo la maturità classica si laureò in Geologia e venne assunto all’ENI diretta da Enrico Mattei. Lavorò in Calabria e poi a Roma nei primi anni 60.
Visse con la moglie e i quattro figli a San Donato Milanese dove ancora molti lo ricordano, per la serietà professionale e per l’impegno in vari ambiti della vita sociale. In parrocchia visse intensamente il fermento del Concilio facendo tanti incontri significativi, tra cui ricordiamo l’amicizia con Don Gino Rigoldi. In politica non si sottrasse dal prendere incarichi di responsabilità, impegnandosi in prima persona negli anni bui alla fine degli anni ’70, funestati da tanti attentati nella Milano di allora. Fu consigliere comunale e segretario della Democrazia Cristiana portando sempre innanzi a ogni cosa il rispetto delle persone e il bene comune. Promosse la fondazione nel 1975 della cooperativa di genitori per la gestione economica della Scuola Elementare “MARIA AUSILIATRICE” di Metanopoli di cui fu presidente per molti anni.
Dal 1981 si trasferì con la famiglia a Mirandola per ricoprire l’incarico di direttore della BELLCO, azienda fondata dal Dr. Veronesi, che produceva e produce tuttora apparecchiature per emodialisi.
Anche a Mirandola si inserì per il suo carattere affabile nella vita sociale e politica, partecipando attivamente da “cittadino del mondo” come amava definirsi. Venne eletto per due mandati consigliere comunale, promosse iniziative e progetti di interesse comunale e provinciale. Si inserì nel Lions Club di Mirandola dove fu apprezzato come socio per le sue doti umane e professionali.
Nel 1990 fu colpito da ictus cerebrale, che lo segnò duramente nel fisico ma non nello spirito. Nella sua nuova condizione continuò ad essere sereno nonostante la fatica delle limitazioni che deviarono il cammino suo e della sua inseparabile sposa Gianna.
Accettò serenamente questa sua seconda vita, come diceva a volte, senza smettere di avere uno sguardo sul futuro. Continuò a suggerire alle amministrazioni di Caorle e di Mirandola progetti legati alla sua passione per la natura e per la terra: la protezione del litorale della Marina e la creazione di una stazione termale a Caorle, la produzione di gas da biomasse e lo sfruttamento di campi geotermici a Mirandola, per citare alcune delle sue visioni degli anni ’90 che oggi sono in parte realtà.

Ma la grandezza di quest’uomo buono e di animo nobile, fu la sua capacità di relazioni umane. Il suo atteggiamento positivo nei confronti della vita non era cambiato anche nella malattia. Con assoluta semplicità e leggerezza era capace di uno sguardo luminoso e intenso che lasciava il segno nel suo interlocutore: bastava fermarsi per un saluto e accorgersi che ricordava il nome e la storia di ciascuno. Si interessava alle persone, alla loro storia per parteciparne le gioie e i dolori con grande empatia. A lui erano ricorsi in molti quando poteva usare con abilità le sue mani che guarivano, perché aveva studiato e praticato sin dall’università la fisioterapia. Ma ancora di più nella malattia per il suo modo di accettare la prova è diventato per molti, un esempio di quanto si possa amare la vita. Grazie all’aiuto prezioso e continuo della moglie ha potuto godere delle gioie della sua famiglia che è cresciuta con tanti nipoti e pronipoti al seguito di questo grande nonno che ora tutti ricordiamo con affetto. Era capace di una grande simpatia e allegrezza: chi non ricorda la sua bella voce cantare nelle feste il suo inno alla vita: “ sempre alegri e mai in pasiòn” ?

La sua salma è stata sepolta nella tomba di famiglia a Caorle, nella terra di laguna dove si mescolano le dolci acque delle dolomiti che ha tanto amato, con quelle salate del suo mare Adriatico.

La moglie Gianna, i figli Marco Giovanni, Elisabetta, Luca e Manuel